Oh, sorella mia!
Silvia Settala, ritrovando l'energia primitiva.
Vattene! Non temere.
Ella sospinge la sorella per l'apertura; richiude l'uscio. La zona di sole sparisce; la stanza torna nell'ombra eguale.
SCENA SECONDA.
Silvia Settala si tiene in piedi, con la faccia rivolta verso la porta, con lo sguardo fisso, quasi irrigidita nell'aspettazione. In mezzo all'alto silenzio s'ode distintamente stridere la chiave che apre. L'aspettante non muta attitudine. Una mano solleva la portiera. Entra Gioconda Dianti, richiudendo la porta dietro di sè. Da prima, ella non scorge l'avversaria, poichè viene dalla luce nell'ombra e un velo denso le nasconde tutto il viso. Quando la scorge, s'arresta con un grido soffocato. Entrambe rimangono per alcuni attimi l'una di fronte all'altra, senza parlare.
Silvia Settala, con un accento fermo e chiaro, ma scevro di risentimento o di minaccia.
Io sono Silvia Settala.
La rivale tace, sempre velata. Una pausa.
Voi?