E quindi, poi che le accoglienze oneste e liete furono iterate, egli traendoli nella stanza dove su una tavola giaceva il mirabile porco, soggiunse:
— Che dicete de 'sta bellezze? Eh? Mo che ve pare?
I due amici contemplavano il porco con una silenziosa meraviglia; e il Ristabilito faceva un cotal suo rumore con la lingua contro il palato. Ciávola chiese:
— E che ce ne vuo' fa'?
— Le vuojie salà — rispose La Bravetta con una voce in cui sentivasi fremere tutta la ghiotta gioia per le future delizie della gola.
— Le vuo' salà? — gridò d'improvviso il Ristabilito, — le vuo' salà? — Ma, o Cià, si viste ma' 'n'ommene chiù stupide di custù? A farse scappa l'uccasïone!
La Bravetta, stupito, guardava con i suoi occhi vitulini ora l'uno ora l'altro degli interlocutori.
— Donna Pelagge t'ha sempre tenute assuggette — continuò il Ristabilito. — Sta vote che esse nen te guarde, vínnete lu porche; e magnémece li quatrine.
— Ma Pelagge? Ma Pelagge? — balbettava La Bravetta, a cui il fantasma della moglie irata dava già uno sbigottimento immenso.
— E tu dijie ca lu porche te se l'hanne arrubbate — fece il biondo Ciávola, con un vivo gesto d'impazienza.