Ecce agnus Dei, ecce qui tollit peccata mundi...

Ma ella non ritirò la lingua a quel contatto, perchè non aveva conscienza di quel che faceva: lo stupidimento non era rotto dal lume dell'Eucaristia. Camilla guardava con gli occhi rossi pieni di terrore e di dolore quella faccia terrea dove ogni segno di vita mancava a poco a poco, quella bocca aperta che pareva la bocca di uno strangolato. Il prete seguitava, nella solennità del suo ministerio, le preghiere latine lentamente. Tutti gli altri rimanevano genuflessi, sotto il diffuso albore che fuori dalla neve suscitava il meriggio. L'odore del pane caldo salì col vento e fece fremere le papille del naso ai clerici.

Oremus!...

Agli eccitamenti del medico Orsola richiuse le labbra. La riadagiarono supina; poichè il prete entrava nel sacramento dell'Estrema Unzione. I clerici genuflessi ripetevano sommessamente l'antifona dei sette Salmi penitenziali.

Ne reminiscaris.

Teodora La Jece metteva di tratto in tratto un singulto soffocato, coperta il volto con le palme, a' piedi del letto. Rosa Catena stava ritta, accanto, con un occhio semichiuso da cui le colava di continuo un liquido giallognolo e con l'altro occhio cieco e bianco per un'albùgine; scorreva un rosario, mormorando. E mentre i Salmi sommessamente dal pavimento si elevavano, su quel mormorio confuso dominava la formula sacra del prete ungente in croce gli occhi, gli orecchi, le narici, la bocca, le mani dell'inferma inerte.

... indulgeat tibi Dominus quidquid per gressum deliquisti. Amen.

Fu Camilla che scoperse i piedi della sorella: apparvero tra le coperte due piedi gialli, squamosi, lividi nelle unghie, che al tatto davano un ribrezzo di membra morte. E su quella pelle secca le lacrime caddero, si mescolarono con l'unzione estrema.

Kyrie eleison. Christe eleison. Kyrie eleison. Pater noster...

L'unta del Signore stava ora immobile, respirando, con gli occhi chiusi dinanzi alla luce, con le ginocchia sollevate e le mani strette fra le cosce, nell'atteggiamento abituale dei tifosi. E il prete, poi ch'ebbe premuto su le labbra di lei per l'ultima volta il crocefisso, fatto il segno della croce alto in mezzo alla stanza con la gran mano, uscì seguito dai clerici. Vagava ancora nella stanza quell'odore svanito d'incenso e di cera che hanno le vesti sacerdotali. Fuori, sotto le finestre, Matteo Puriello martellava le suola, canticchiando.