Finalmente la statua fu sollevata; e l'Ummálido ritrasse la mano schiacciata e sanguinolenta che non aveva più forma.
— Va a la casa, mo! Va a la casa! — gli gridava la gente, sospingendolo verso la porta della chiesa.
Una femmina si tolse il grembiule e gliel'offerse per fasciatura. L'Ummálido rifiutò. Egli non parlava; guardava un gruppo d'uomini che gesticolavano in torno alla statua e contendevano.
— Tocca a me!
— No, no! Tocca a me!
— No! a me!
Cicco Ponno, Mattia Scafarola e Tommaso di Clisci gareggiavano per sostituire nell'ottavo posto di portatore l'Ummálido.
Costui si avvicinò ai contendenti. Teneva la mano rotta lungo il fianco, e con l'altra mano si apriva il passo.
Disse semplicemente:
— Lu poste è lu mi'.