E porse la spalla sinistra a sorreggere il Patrono. Egli soffocava il dolore stringendo i denti, con una volontà feroce.

Mattalà gli chiese:

— Tu che vuo' fa'?

Egli rispose:

— Quelle che vo' sante Gunzelve.

E, insieme con gli altri, si mise a camminare.

La gente lo guardava passare, stupefatta.

Di tanto in tanto, qualcuno, vedendo la ferita che dava sangue e diventava nericcia, gli chiedeva al passaggio:

— L'Ummá, che tieni?

Egli non rispondeva. Andava innanzi gravemente, misurando il passo al ritmo delle musiche, con la mente un po' alterata, sotto le vaste coperte che sbattevano al vento, tra la calca che cresceva.