All'angolo d'una via cadde, tutt'a un tratto. Il santo si fermò un istante e barcollò, in mezzo a uno scompiglio momentaneo: poi si rimise in cammino. Mattia Scafarola subentrò nel posto vuoto. Due parenti raccolsero il tramortito e lo portarono nella casa più vicina.
Anna di Céuzo, ch'era una vecchia femmina esperta nel medicare le ferite, guardò il membro informe e sanguinante; e poi scosse la testa.
— Che ce pozze fa'?
Ella non poteva far niente con l'arte sua.
L'Ummálido, che aveva ripreso gli spiriti, non aprì bocca. Seduto, contemplava la sua ferita, tranquillamente. La mano pendeva, con le ossa stritolate, oramai perduta.
Due o tre vecchi agricoltori vennero a vederla. Ciascuno, con un gesto o con una parola, espresse lo stesso pensiero.
L'Ummálido chiese:
— Chi ha purtate lu Sante?
Gli risposero:
— Mattia Scafarola.