Di nuovo, chiese:
— Mo che si fa?
Risposero:
— Lu vespre 'n múseche.
Gli agricoltori salutarono. Andarono al vespro. Un grande scampanìo veniva dalla chiesa madre.
Uno dei parenti mise accanto al ferito un secchio d'acqua fredda, dicendo:
— Ogne tante mitte la mana a qua. Nu mo veniamo. Jame a sentì lu vespre.
L'Ummálido rimase solo. Lo scampanìo cresceva, mutando metro. La luce del giorno cominciava a diminuire. Un ulivo, investito dal vento, batteva i rami contro la finestra bassa.
L'Ummálido, seduto, si mise a bagnare la mano, a poco a poco. Come il sangue e i grumi cadevano, il guasto appariva maggiore.
L'Ummálido pensò: