— Torneràaa? — piagnucolò Don Giovanni, sollevando gli occhi dove già le lacrime incominciavano a sgorgare. — Te l'ha detto? Parla!

E quest'ultimo verbo fu uno strillo quasi minaccioso e rabbioso.

— Eh... veramente a me m'ha detto: «Addio, Rosa. Non ci vediamo più...» Ma... insomma... chi lo sa!... Tutto può essere.

Don Giovanni si accasciò sopra una sedia, a queste parole; e si mise a singhiozzare con tanto impeto di dolore che la femmina ne fu quasi intenerita.

— Don Giovà, mo che fate? Non ci stanno altre femmine a questo mondo? Don Giovà, mo vi pare?...

Don Giovanni non intendeva. Seguitava a singhiozzare come un bambino, nascondendo la faccia nel grembiule di Rosa Catana; e tutto il suo corpo era scosso dai sussulti del pianto.

— No, no, no... Voglio Violetta! Voglio Violetta!

A quello stupido pargoleggiare, Rosa non potè tenersi di sorridere. E si diede a lisciare il cranio calvo di Don Giovanni, mormorando parole di consolazione:

— Ve la ritrovo io Violetta; ve la ritrovo io... Zitto! Zitto! Non piangete più, Don Giovannino. La gente che passa può sentire. Mo vi pare, mo?

Don Giovanni, a poco a poco, sotto la carezza amorevole, frenava le lacrime: si asciugava gli occhi al grembiule.