— Anatolia, che dite mai?
Ella si distaccò dal macigno, diede qualche passo incerto; si soffermò come a tendere l'orecchio, inquieta, agitata.
— V'è qualche anima che soffre, per queste vie — ripetè con l'accento della prima volta; e restò per alcuni attimi perplessa, mentre la sua mano faceva verso la sua fronte un gesto vago.
Poi, rivolgendosi a me, rapidamente, ansiosamente, quasi che ella fosse incalzata e temesse di non aver tempo a pronunziar le parole:
— Domani io partirò. Bisogna che io accompagni Massimilla. Non ho il coraggio di lasciarla partir sola col fratello. Bisogna che io l'accompagni fino alla porta del suo ritiro. Ella va a pregare per noi.... So che non va come a una consolazione ma come a una morte; e perciò è necessario ch'io l'assista. Tutto finisce per lei. Io resterò lontana alcuni giorni. Per alcuni giorni una di noi sarà sola a Trigento.... E la primogenita: ha quasi un diritto.... Ella è degna.... Non so; il cuore vi dirà qualche cosa, forse la verità.... Vi giuro, Claudio, che io pregherò, con quanto fervore ho nell'anima, perchè tornando io sappia che tutto fu risoluto secondo il bene d'ognuno.... Chi sa! Forse un gran bene è sopra di voi. Io credo nella vostra Stella, Claudio. Ma per me c'è un divieto.... Non so dire, non so dire.... C'è un'ombra su la mia volontà.... Dianzi m'è venuta una strana paura, e poi.... una tristezza, una tristezza che non conoscevo ancora....
Ella s'arrestò, anelante, smarrita, misera, come se riacquistasse il sentimento dell'infinita desolazione che s'allargava intorno a noi, nell'implacabile arsura.
— Anche voi, come soffrite! — mormorò, senza guardarmi.
E tendendomi ambe le mani, con il suo sforzo supremo:
— Ora, addio! Bisogna tornare indietro. Grazie, Claudio. Ricordatevi sempre di me come d'una sorella devota. La mia tenerezza non vi verrà mai meno....
Voltò il viso perchè gli occhi le si empivano di lacrime; e io le baciai ambe le mani.