— “Siate, siate quel fiore odorifero che dovete essere, e che gittiate odore nel cospetto dolce di Dio!„ ha scritto per voi Santa Caterina.
— Voi conoscete Santa Caterina! — fece la clarissa, brillando di meraviglia nel suo rossore.
— È la mia santa prediletta — io aggiunsi, lieto di vederla così attonita, tentato dal piacere di turbare e di abbagliare quell'anima che mi pareva ardente e malsicura. — Io l'amo pel suo aspetto purpureo. Nel Giardino del conoscimento di sé ella è come una rosa di fuoco.
La fidanzata di Gesù mi guardava, quasi incredula; ma il desiderio d'interrogare e di ascoltare si dipingeva sul suo volto, e nella sua fronte già un'ombra tenue indicava il solco dell'attenzione.
— Il libro che io avevo meco stamani — ella disse con un leggero tremito nella voce, come s'ella mi rivelasse qualche intimità — era un volume delle sue Lettere.
— Ho notato che da buona francescana voi mettete per segno nelle pagine un filo d'erba. Ma quel libro richiede un altro segno. L'erba vi si brucia come su l'orlo d'una fornace. L'essenza della terziaria è tutta in quelle sue parole: “Fuoco e sangue unito per amore!„ Le avete in mente?
— O Massimilla — interruppe Oddo ridendo — tu puoi congedare il padre spirituale. Ecco che hai trovato la vera guida pel Cammino della perfezione!
Eravamo seduti su la sponda di un bacino disseccato, che era forse un antico vivaio, quasi interamente riempito di terriccio e tenuto dalle piante selvagge in mezzo a cui si nascondevano le mammole — certo numerose, a giudicarne dalla fragranza grande. Prossima in contro era la parete di bosso decrepita che già, nel mio primo entrare, aveva spirato verso di me quel medesimo effluvio dalle sue buche profonde. Scorgevasi, per le radure e per l'arco, il viale deserto con le sue statue mutilate e con le sue urne vedove.
— È già stabilito il giorno per la vostra monacazione? — domandai a Massimilla.
— Il giorno non è stabilito ancora — ella rispose — ma sarà quasi certamente prima della Pasqua.