Quale intanto era il cuor di colei che stava per dipartirsi? In quali modi la sua mistica vita si disponeva intorno al ricordo dell'ora suprema segnata dallo stilo sul marmo luminoso?
ME LVMEN, VOS VMBRA REGIT.
Ella era forse tornata più d'una volta al piccolo cimitero dei tassi e degli anemoni; e novellamente forse aveva posto le sue gracili mani sul quadrante per patirne il calore; e forse aveva ripensato la mia esortazione. “Riscaldate le vostre mani al sole, immergetele nel sole, queste povere mani; perchè fra poco le terrete incrociate sul petto o nascoste sotto il grembiale di lana bruna, nell'ombra....„ E più d'una volta forse, coperta con la palma la cifra indicatrice dell'ora divina, ella aveva atteso palpitando nel gran silenzio per veder l'ombra dello stilo attingere l'estremità dell'anulare come in quel giorno di sogno; e forse aveva pianto perché il prodigio d'amore non s'era rinnovato.
SINE SOLE SILEO.
Io congiungeva l'imagine della custode di erbarii fintami da Oddo e l'imagine di quella triste anima errante intorno all'orologio solare che aveva segnato per lei l'ora della beatitudine invano. E pensavo: “Se io possedessi la potenza di foggiarti un bel fato in quella guisa che l'artefice forma la cera obbediente, o tu che mi venisti incontro uscendo da un orto arido ove un voto funebre ti aveva chiusa, Massimilla, io così compirei con la morte la tua figura ideale, con l'opportuna morte io compirei la tua perfezione; poiché nessun'altra ora ti attende, in cui tu possa trovar qualche pregio, essendo tu giunta una volta in quella parte della vita, di là dalla quale non si può ire più per intendimento di ritornare. Io farei che, guidata dal divino ricordo, tu ritornassi al luogo ove in sogno io colsi i coronali anemoni per versarli sul tuo capo, e quivi tu ritrovassi presso il marmo orario l'attitudine armoniosa in che prima io ti lodai. E l'attimo in cui il punto d'ombra attingesse l'estremità dell'anulare, quello sarebbe della tua morte. Allora io medesimo, sotto l'immobile sguardo della cariatide prostrata, vorrei cavar la fossa per il tuo frale; e ti vorrei comporre come le gentili donne composero Beatrice nella visione di Dante, e coprirti anche la testa di quel loro velo. Ma non porrei la croce sul tuo sepolcro né altro segno pio; sì bene, per incidervi un epitaffio degno della tua gentilezza, evocherei l'ultimo figliuolo delle Grazie nato in Palestina come il tuo Sposo celeste: un cantore di fanciulle colpite da morte precoce, Meleagro di Gadara, ghirlandato di giacinti, dal flauto soave. — O Terra, universal madre, salute! Sii or tu leggera per questa vergine: tanto poco ella pesò su te! — „
Così mi piaceva ornare il sentimento ch'ella m'inspirava e convertire in poesia la sua tristezza.
— Il bulbo di narcisso nell'erbario ha germogliato per la terza volta? — le domandai d'improvviso un giorno, mentre eravamo su le acque del Saurgo in vicinanza della città morta.
Ella si turbò tutta, e mi guardò con occhi quasi sbigottiti.
— Come sapete?