— E la vostra grande Madonna dov'è? — mi chiese Anatolia, ricordandosi delle mie lontane parole.

Cercammo fra le macerie un tramite per giungere alla basilica diruta, che era all'estremità dell'isoletta, sul ramo del Saurgo contiguo alle rocce.

— Forse l'acqua c'impedirà di passare — dissi io, scorgendo presso le mura un luccichio di specchi.

Il fiume in fatti aveva inondato una parte della ruina sacra; e una selva acquatica vi ramificava in pace. Ma scoprimmo una breccia, e per quella potemmo penetrare nell'absida. Ciascuna delle tre sorelle entrando si fece il segno della croce, tra un gran frullo d'ali.

V'era una frescura umida in una luce glauca e palpitante. L'absida e qualche pilastro della nave centrale, rimasti in piedi, formavano una specie di antro che le acque avevano invaso fin presso la mensa diserta dell'altare; e una moltitudine di ninfee, più ampie e più bianche di quelle su cui avevamo navigato, si addensava come in adorazione a piè della grande Madonna musiva che sola occupava il concavo cielo d'oro. Ella non portava su le sue braccia l'Infante, ma era sola e tutt'avvolta in un'ammantatura di color plumbeo come in un'ombra di lutto; e un profondo mistero di dolore era nei suoi occhi larghi e fissi. Su su per la curva dell'arco le rondini avevano composto una gentile corona di nidi, seguendo l'ordine delle parole scritte in giro.

QVASI PLATANVS EXALTATA SVM JVXTA AQVAS.

E quivi le tre vergini insieme s'inginocchiarono e pregarono.

“Se noi ti lasciassimo in questo asilo, con le ninfee e con le rondini!„ pensai guardando Massimilla che nella preghiera pareva inchinarsi sempre più verso la terra. “Tu vi abiteresti come una najade romita che avesse obliato Artemide per adorare la dolorosa divinità novella.„ E io imaginava la sua metamorfosi: — compiuti i suoi riti solitarii tra il coro delle rondini, ella s'immergeva nelle acque e discendeva alle radici dei fiori....

Ma nulla veramente quivi ai miei occhi vinceva di bianchezza una nuca quasi oppressa dal peso d'una capellatura più densa dei grappoli marmorei che ornavano la fronte dell'altare. Per la prima volta io vedeva Violante in ginocchio; e quell'atto era così disdicevole alla qualità della sua bellezza, che io ne soffrivo come di una disarmonia; e con una strana inquietudine aspettavo ch'ella si levasse di tra i due paoni simbolici che in mezzo ai grappoli aprivano le loro penne occhiute.

Prima delle altre ella si levò, con una di quelle stupende movenze per cui la sua bellezza pareva superar sé stessa in quella guisa che una luce continua sembra crescere se d'un tratto renda una scintillazione. Exaltata juxta aquas!