—Vado da lei.
—E bisogna che tu non trascuri di scrivere al dottore. Non dar retta a Giuliana. Scrivi oggi stesso.
—Tu le hai detto…. che io so?
—Sì, le ho detto che tu sai.
—Vado, mamma.
La lasciai d'avanti ai suoi grandi armarii di noce, profumati d'ireos, dove due donne accumulavano la bella biancheria di bucato, l'opulenza di Casa Hermil. Maria, nella sala del pianoforte, prendeva la lezione da miss Edith; e le scale cromatiche si succedevano rapide ed eguali. Passava Pietro, il più fedele dei servitori, canuto, un po' curvo, portando un vassoio pieno di cristalli che tintinnivano poiché le braccia tremavano di vecchiaia. Tutta la Badiola, inondata d'aria e di luce, aveva un aspetto di letizia tranquilla. V'era non so qual sentimento di bontà diffuso per ogni dove: qualche cosa come il sorriso tenue e inestinguibile dei Lari.
Mai quel sentimento, quel sorriso m'avevano penetrata l'anima così a dentro. Tanta pace, tanta bontà circondavano l'ignobile segreto che io e Giuliana dovevamo custodire in noi senza morirne.
"Ed ora?" pensai, al colmo dell'angoscia, girando per l'andito come un estraneo smarrito, non potendo dirigere il mio passo verso il luogo temuto, quasi che il mio corpo si rifiutasse d'obedire all'impulso della volontà, "Ed ora? Ella sa che io conosco il vero. Tra noi due ogni dissimulazione è omai inutile. Ed è necessario che noi ci guardiamo in faccia, che noi parliamo della cosa tremenda. Ma non è possibile che questo duello avvenga stamani. Le conseguenze sono imprevedibili. Ed è necessario, ora più che mai, è necessario che nessuno dei nostri atti apparisca singolare, inesplicabile a mia madre, a mio fratello, a qualunque persona di questa casa. Il mio turbamento di iersera, le mie inquietudini, le mie tristezze si possono spiegare con la preoccupazione del pericolo a cui Giuliana va incontro essendo incinta; ma logicamente, agli occhi altrui, questa preoccupazione deve rendermi verso di lei più tenero, più sollecito, più premuroso che mai. La mia prudenza oggi dev'essere estrema. Bisogna che io eviti ad ogni costo una scena tra me e Giuliana, oggi. Bisogna che io sfugga l'occasione di rimaner solo con lei, oggi. Ma bisogna anche ch'io trovi subito il modo di farle comprendere il sentimento che determina queste mie attitudini verso di lei, il proposito che regola la mia condotta. E se ella persistesse nella volontà di uccidersi? Se ella avesse soltanto differita di qualche ora l'esecuzione? Se ella stesse già aspettando l'opportunità?" Questo timore troncò gli indugi e mi spinse ad agire. Somigliavo quei soldati orientali che erano spinti alla battaglia a colpi di frusta.
Mi diressi verso la sala del pianoforte. Vedendomi, Maria interruppe i suoi esercizi e corse a me tutta leggera e allegra, come a un liberatore. Ella aveva la grazia, l'agilità, la leggerezza delle creature alate. La sollevai tra le mie braccia per baciarla.
—Mi porti con te?—mi chiese ella.—Sono stanca. È un'ora che miss Edith mi tiene qui…. Non ne posso più. Portami con te, fuori! Let us take a walk before breakfast.