—Bisogna che tu mi ami, bisogna che tu mi ami molto, ora, perché domani non ci sarò più, perché stanotte morirò, forse stasera morirò; e tu ti pentiresti di non avermi amata, di non avermi perdonata, oh certo ti pentiresti….
Ella pareva tanto sicura di morire che io rimasi agghiacciato dal terrore subitamente.
—Bisogna che tu mi ami. Vedi: può essere che tu non abbia creduto a quel che ti dissi una notte, può essere che tu non mi creda ora; ma certo mi crederai quando non ci sarò più. Allora ti si farà la luce, allora conoscerai la verità; e ti pentirai di non avermi amata a bastanza, di non avermi perdonata….
Un nodo di pianto la soffocò.
—Sai tu perché mi dispiace di morire? Perché muoio senza che tu sappia quanto t'ho amato…. quanto t'ho amato dopo, specialmente…. Ah che castigo! Meritavo questa fine?
Ella si nascose la faccia tra le mani. Ma subito si scoperse. Mi fissò, pallidissima. Pareva che un'idea più terribile ancora l'avesse fulminata.
—E se io morissi—balbettò—se io morissi lasciando vivo….
—Taci!
—Tu intendi….
—Taci, Giuliana!