—Se tu sarai obediente, io ti prometto che per Natale ti farò levare. Ci sono ancora dieci giorni. In dieci giorni, se tu vorrai, diventerai forte. Bevi ancora un sorso, Giuliana!
Ella mi guardava un po' attonita, un po' curiosa, facendo qualche sforzo per prestarmi tutta la sua attenzione. Ella era già affaticata, forse; le palpebre incominciavano forse a pesarle. Quella positura elevata, dopo un certo tempo, provocava in lei ancora talvolta i sintomi dell'anemia cerebrale.
Bagnò le labbra nel bicchiere che le porgevo.
—Dimmi—io seguitai—dove ti piacerebbe di passare la convalescenza?
Ella sorrise debolmente.
—Su la Riviera? Vuoi che scriva ad Augusto Arici perché ci trovi una villa? Se Villa Ginosa fosse disponibile! Ti ricordi?
Ella sorrise più debolmente ancora.
—Sei stanca? T'affatica forse la mia voce….
M'avvidi ch'ella stava per cadere in deliquio.
La sostenni, le tolsi i guanciali che la rialzavano, l'adagiai mettendole il capo più in basso, la soccorsi nei modi consueti. Dopo un poco, parve ch'ella riacquistasse i sensi. Mormorò come in sogno: