—Giuliana lo sa?—mi chiese mio fratello.
—No, forse no…. forse ha indovinato…. forse Cristina…. Resta qui tu. Corro a vedere; poi torno.
Guardai il bambino tra le mani del medico, guardai mia madre; uscii dalla stanza; corsi a Giuliana. D'innanzi alla porta mi fermai: "Che le dirò? Le dirò il vero?" Entrai, vidi che Cristina era nel vano della finestra; mi presentai nell'alcova, che le cortine ora chiudevano. Ella stava rattratta sotto le coperte. Essendomi avvicinato, m'accorsi ch'ella tremava come nel ribrezzo della febbre.
—Giuliana, vedi: sono qui.
Ella si scoperse, e volse la faccia verso di me. Mi domandò sotto voce:
—Vieni di là?
—Sì.
—Dimmi tutto.
Io m'ero chinato su lei; e ci parlavamo da vicino, sommessamente.
—Sta male.