—Sì, subito.
E, poiché sentivo che non avrei potuto dominarmi più oltre, mi alzai soggiungendo:
—Vado da Giuliana.
—Va; ma stasera lasciala riposare, lasciala tranquilla. Io scendo e poi torno su.
—Grazie, mamma.
E le sfiorai la fronte con le labbra.
—Figlio benedetto!—ella mormorò, allontanandosi.
Su la soglia della porta opposta mi fermai e mi volsi; e vidi sparire quella dolce figura ancora diritta, così nobile nella veste nera.
Ebbi una sensazione indescrivibile, simile forse a quella che avrei avuta dal crollo fulmineo di tutta la casa. Tutto crollò, ruinò, dentro di me, intorno a me, irresistibilmente.