agli epopti mieteva
la spiga di grano in silenzio.
Colui che sa leggere quelle grandi strofe eguali e sempre diverse, regolate dall'impari numero delle sette Pleiadi e delle tre Càriti, colui s'affaccia alla soglia dell'Avvenire e intravvede i primi lineamenti dell'essere che sta per formarsi figlio della nostra angoscia meravigliosa e del più divino mito.
Due fra tanti insegnamenti colui ritenga con più strenua tenacia, perché sono i due poli del nuovo asse spirituale: due arti eroiche: l'arte di inventare ogni giorno la sua propria virtù contro l'evento, e l'arte di serbarsi puro. Tutto il poema converge alla Legge di Delo come la piramide al suo apice.
Or tu, nella mia dipartita,
o Rupe, da tutta la tua
nudità cui più non fa velo
il fumo delle ecatombi,
ripeti a me l'unica legge
cui voglio obbedire: Sii puro.