Ella gira intorno alle mura della stanza il suo sguardo disperato; e finalmente la constrizione è rotta, gli occhi le si riempiono di lagrime.

Maria.

Ti ricordi?

Per soffocare l'impeto del pianto, si volge, spinge il battente dell'uscio, passa la soglia, si dilegua.

Corrado.

Maria!

Egli fa l'atto di chiamarla e di seguirla; ma il nome gli muore nella gola, il passo gli s'arresta. Ritto in piedi, con le due mani egli si stringe le tempie come per comprimere la pulsazione insostenibile dell'interna guerra. Sussulta udendo il tonfo che fa la porta su la scala nel rinchiudersi. Si scopre la faccia, si volge intorno, si muove incertamente; poi si precipita alla finestra; curvo sul davanzale, guarda nella via. Non reggendo l'ambascia di là si toglie, grida.

Rudu! Rudu!

Il servo accorre.

Va, scendi, richiamala! Dille che torni indietro, che ho bisogno di parlarle ancóra. Va!