Rudu.

Tu vinci sempre, môti.

«Môti», la parola che nel paese dei Galla designa il Capo di genti, ritorna in bocca al discendente degli antichi Balari.

Corrado.

Sempre, ma nel deserto. Facemmo consiglio, prima d'affrontare il rischio cieco. Te ne rammenti? Niente acqua; ancóra qualche striscia di carne secca; le vesti lacere; rotte le suola; lasciate quasi tutte le bestie e le some nella selva di spini inestricabile; fuggita la guida; chiusa la via prescritta; dinanzi a noi il villaggio in armi; con noi due soli cuori, i nostri, e il resto carogne. «Devieremo guadando il fiume o entreremo a Olda?» Ecco la moneta coloniale romana che tu trovasti a Montarvu quando saggiavamo la vena del ferro. L'ho sempre meco.

La trae di tasca e la mostra al servo.

Allora la gittammo in aria per interrogare la sorte. La testa: deviare. L'aratro: andar diritto. Sei volte la gittammo, ostinati; sei volte venne la testa. Tu mi guardavi nelle pupille; e facesti: «Va diritto. Tocca! a su chi escit!»

Rudu.

Il denaio diceva una cosa e il tuo occhio un'altra, môti. Il tuo occhio fa legge.

Corrado.