Ah, frade, gran miseria! Credi tu che il piccolo fatto senza sangue possa affascinare la ragione del combattente come il segno di gesso bianco affascina il pollo steso giù? Tu sei buon giudice: sei della razza dura che usava affrettare la morte all'agonizzante soffocandolo coi guanciali dell'accabadora. Non era il tuo compare quel bandito di Dualchi che disse: «I morti li seppellisco nel mio fegato?» Tu dimmi se un sol movimento debba valere contro tutta una vita libera alzata su due talloni.
Con un colpo secco chiude la carabina, e la depone su la tavola.
Rudu.
Che vuoi ch'io ti dica, su mere? Non t'intendo ma vedo che stai in corruccio. Se posso toglierti la spina, comandami. Non ho spavento di nulla, per te. A Olda mi domandasti di cantare nella tortura, e t'obbedii.
Corrado.
E un ostacolo molle arresterà colui che canta nella tortura?
Rudu.
No, perdeu.
Corrado.
M'hai ricordato il giorno in cui volemmo non più essere uomini, ma qualcosa di meglio. Vincemmo i bruti e il destino.