Se parlo con te, figlio del cratère, parlo anche con la mia malinconia. Guarda i pini della Villa Aldobrandina come s'arrossano! Pensa che risentirai l'odore degli aranceti di Milis, che rivedrai le tue sorelle cucirti il gabbano d'orbace, la tua madre ammonticchiar la cinigia dentro il cerchio dei sassi, perché tu dorma su la stuoia co' piedi vòlti al focolare...
Rudu.
M'hai fatto il cuore duro, lo sai, alla stregua del Monteferru. E perché ora me lo vuoi fendere? Quando venni con te, dimenticai il focolare e la via del ritorno. E tutti i legami io li disfeci per rifarne uno solo; e tanto io lo seppi ben torcere — perdonami — che neppur tu lo puoi più rompere.
Corrado.
Un'altra parola d'amore, un'altra ala che batte su l'orlo della voragine!
Il volto gli balena. La súbita sollevazione ha quasi l'apparenza d'un breve delirio.
O Rudu, e quale potrebbe essere il cómpito di colui che sopravvivesse al giorno santo? Tu non lo sai, né io forse lo so. Né tu cerchi d'intendere. Ma tu sei ancóra capace di cantare con una voce più ferma in un supplizio più crudo, se io te lo comando; e tutta la tua razza io la sollevo in te, con tutti i suoi eroi dormenti. Come tanta forza e tanta fede si possono disperdere prima d'andare al segno? Un muro costrutto da schiavi ciechi può distruggere l'orizzonte aperto dal veggente? Io ho ricevuto dianzi un annunzio di perpetuità. Il germe della mia virtù futura è custodito da una sfinge che m'ha svelato l'enigma. Credo che dal più remoto deserto io lo sentirò schiudersi in mezzo al mondo e volgersi verso il mio sole. O cuore fedele, ha ragione il tuo grido: io non posso morire. Le mie piaghe mortali son divenute cicatrici vivide che il sangue urta col suo battito più forte. Anche questa volta io voglio afferrare il destino alla gola e ridermi del suo responso. L'aratro! È fatto pel solco, e la prua gli somiglia. Quella moneta fu tratta da un sepolcro: il suo posto è tra i denti di un cadavere. Non la raccogliere! Ma preparati. Vedi, ho la fronte in sudore e non agonizzo. Domani il maestrale si porterà via la mia febbre. Però — l'ho detto — la mia sete io non la estinguerò se non ai pozzi di Aubàcar... Su, Rudu, all'opera. Ti darò una mano.
Inquieto e vigile il servo tende l'orecchio verso l'uscio come per cogliere un suono.
Non ti muovi! Che ascolti?
Rudu.