Chi sono io oggi?

Soffocato dall'emozione, Virginio resta muto.

Non rispondi? Mi guardi. Cerchi perdutamente la risposta nel mio volto.

Virginio.

Da ieri, dall'ora in cui mi dicesti che non potevi più essere il mio amico, rivedo per lampi interrotti il tuo volto qual era nel sonno quando tu dormivi nel letto accanto al mio, lassù, in quella stanza nuda.

La voce trema nel ricordo. In quella di Corrado comincia una strana ambiguità, per súbiti contrasti di tristezza e di acredine, di veemenza e di oppressione.

Corrado.

E non ti sbigottivi del mio aspetto nel sonno? Non scoprivi nell'amico il nemico?

Virginio.

Dormivi sempre senza guanciale, col braccio sotto la testa, sicuro e leggero come se ti sostenesse la terra e ti proteggessero le stelle.