Ieri — era quest'ora — ti confessai la tentazione selvaggia. Vuoi che oggi io ti confessi il resto? Sei venuto per questo? Ti avvicini perché io ti parli piano... Dimmi: che sai?

È come una sfida ardente, con qualcosa di sfrontato che dissimula l'orgasmo febrile. Ma la risposta è come una implorazione.

Virginio.

Non sono il tuo giudice: sono ancóra il tuo fratello, rinnegato e ferito, ma pertinace. Non t'interrogo: ti dico che agonizzo sotto un peso lùgubre. Metti un termine a quest'agonia. Non senti come la vita precipita? Pare che in ogni attimo si dissolva una zona del mondo...

Corrado.

Affréttati. Che sai?

Virginio abbassa la voce, sotto il fantasma indistinto che li copre entrambi.

Virginio.

L'uomo della bisca, quello a cui volevi pagare il tuo debito con una moneta che portasse la tua effigie, si chiamava Paolo Sutri.

Corrado.