Questo dice?

Egli ride d'un riso che sembra non varchi i suoi denti se bene gli salga dai precordii, potente e sobrio. Si accosta alla finestra, guarda in giù, poi in alto dove la nuvola di primavera è come un monte di bragia che s'incenerisca.

C'è l'assedio. È una bella sera. Va, Virginio. Tutto fu detto. «Le nuove Erinni!»

Egli si dirige verso le sue armi. Sconvolto, l'amico tenta di attraversargli il passo.

Virginio.

Che vuoi fare?

La seconda ingiunzione è così imperiosa che mozza ogni altra parola vana, respinge ogni altro tentativo inutile.

Corrado.

Va! Rudu ti apre.

Fa l'atto di passare nella stanza attigua il testimone smorto e convulso, ma s'arresta su la soglia tra i due battenti. Corrado Brando parla rapido al suo fedele, che sembra divorarlo con gli occhi intentissimo, presentendo le violenze, ridivenuto il veltro sardesco addestrato alla piga contro la bestia e l'uomo, già pieno d'una così viva inquietudine muscolare che sembra quasi rivelata la vibrazione d'ogni nervo a traverso quel suo corpo asciutto.