Sono il tuo amico, il tuo fratello, da anni e anni; so quel che vale la tua speranza; e ti sento in pericolo.

Corrado.

In pericolo di che?

Virginio.

Penso a quel che dicevi, dianzi, del prigioniero; che incattivisce o ritrova la libertà nella follia.

Corrado.

Cerco, infatti, la mia libertà. Ho abolito il mio passato dietro di me, ho schiacciata la vecchia maschera brutalmente, come col calcio del fucile si fa del ceffo d'uno schiavo una cosa informe. La mia ultima solitudine incomincia. Io non posso più essere il tuo amico.

Virginio.

E perché mi rinneghi?

Corrado.