Maria.

So quel che sei tu per Maria.

Virginio.

Sei la mia purità.

Maria.

Oh, non m'inalzare troppo! Ho paura.

Virginio.

Sei la mia armonia. La musica che fai con le tue piccole dita non vale quella che fanno intorno al tuo viso i tuoi pensieri involontarii. Tu allarghi ogni giorno i limiti del mio focolare, sino all'orizzonte. Quando tu sei là, mi sento come in mezzo a una grande prateria dove soffia un'aria che nel corpo e nell'anima cicatrizza tutto.

Maria.

Troppo m'inalzi. Mi doni quel che non ho. Anch'io sono una povera creatura, piena d'errore, destinata a deludere la buona attesa.