Marco apre il volume, e legge sul frontespizio l'iscrizione.
Marco.
«Questo libro è di suora Cecilia da Costasole. Chi l'accatta, lo renda.»
Giovanni.
C'è anche una ricetta ordinata a sanar l'anima.
Marco.
Ahimè, temo che non valga. Giovanni, non senti che qualche cosa finisce per noi? La nostra malinconia può già dire: Ti ricordi? La stanza quieta; Sabina che porta la lampada verde; nessun rumore della strada dietro le tende, soltanto di tratto in tratto il canto degli usignuoli dall'Aventino, il passaggio d'un rimòrchio sul Tevere; e le onde di forza che fanno sussultare le spalle della sonatrice; e il silenzio del mondo quando parla Beethoven...
Riappare alla porta sinistra la giovane donna, in una veste lunga e piegosa che la fa sembrare più alta e più flessibile. Sorride come se i muscoli del sorriso le dolessero; e i cigli hanno un battito frequente su quel tremolìo di dolore.
Maria.
Eccomi. Non ho fatto presto? Volete andarvene già?