I marinai corsero; e trovarono il compagno già morto su la branda, in un'attitudine scomposta, [pg!305] con li occhi aperti, con la faccia tumida, come un uomo strangolato.
Disse Talamonte maggiore:
“È mo'?”
Li altri tacquero, un po', smarriti, dinanzi al cadavere.
Risalirono su 'l ponte, in silenzio. Talamonte ripeteva:
“È mo'?”
Il giorno si ritirava lentamente dalle acque. Nell'aria veniva la calma. Un'altra volta le vele si afflosciavano e il naviglio rimaneva senza avanzare. Si scorgeva l'isola di Solta.
I marinai, riuniti a poppa, ragionavano del fatto. Un'inquietudine viva occupava tutti li animi: Massacese era pallido e pensieroso. Egli osservò:
“Avéssene da dice che l'avéme fatte murì nu áutre? Avasséme da passà guai?”
Questo timore già tormentava lo spirito di quelli uomini superstiziosi e diffidenti. Essi risposero: