Binchi-Banche rispose:
“Sì, segnore; ci stanno.”
Poi, sollevando le grosse mani nerastre e prendendosi co 'l pollice e l'indice della destra successivamente la punta d'ogni dito della sinistra, enumerava:
“La caudina di Speranza, la caudina di Buono, la caudina di Assaù, la candina di Matteo Puriello, la candina della cecata di Turlendana....”
“Ah,” fece tranquillamente l'uomo.
Binchi-Banche sollevò i suoi acuti occhiolini verdognoli.
“Ci sei stato 'n'altra volta a qua, segnore?”
E, non aspettando la risposta, con la nativa loquacità della gente pescarese, seguitava:
“La candina della cecata è grande e ci si vende lu meglio vino. La cecata è la femmina delli quattro mariti....”
Si mise a ridere, con un riso che gl'increspava tutta la faccia gialliccia come il centopelle d'un ruminante.