[25]. Respiro, sospiro, aspirazione, ronco, sibilo, gemito, singulto, brontolìo, popjsmo, screazione, rutto, sussurro, sbadiglio, tosse, riso, cachinno, vociferazione, acclamazione, clamore, e canto.
[26]. Giudicavasi anticamente, gli Orientali rompere le parole nella strozza; i Mediterrani al palato; gli Occidentali frangerle ne’ denti; i Settentrionali formarle in petto. Autori successivi indicarono fra i primi, Greci ed Asiani; posero gl’Itali ed Hispani fra gli Occidentali; e divisero i nordici in Germani che traggono dal petto le voci, e Galli che le formano in petto, in gola e sul palato: onde non so quanto giustamente dissero: Italos caprizzare, Alemannos ululare, Gallos cantare, Anglos jubilare.
[27]. Perciò «siccome è regola dai savj maestri di canto a dovere adottata e inculcata, quella che il cantante conformi la sua bocca alla rotondità, forma naturale e graziosa che dà meglio d’ogni altra il mezzo di bene spiegare la voce, così dev’essere cura del compositore non obbligare il cantante a lunghe fermate sugli i ed u, vocali troppo strette e che danno alla bocca una strana conformazione e sembianza al canto come di nitrito...» Maestro Sessa sudd.
[28]. Ateneo, lib. 12.
[29]. Deuter. cap. 23.
[30]. V. Dante.
[31]. Buffon, Stor. Nat.
[32]. V. Epifanio, Origene, S. Ambrogio.
[33]. V. Saint-Laurent, Diction. Encyclop.
[34]. Il dottor Burnoy nella sua storia musicale dichiara aver rilevato che il maggior numero di castrati venne da Lecce di Puglia.