In un codice italiano esistente nella Biblioteca di Parigi si contengono intorno a 200 composizioni musicali, fra cui sole 17 francesi e 5 latine, del 1400.

Nel Palatino di Modena pure v’ha qualche canzone francese fra molte italiane del 14.º e 15.º secolo. — Vedi Ant. Cappelli, Poesie Musicali antiche, Modena 1856; e G. Carducci, Musica e Poesia del Mondo elegante Italiano del Secolo XIV. Firenze 1870.

[84]. È nota la bravura di tali, spacciati anche per maghi, o spiritisti, che regolando i tuoni della voce con quelli proprj a qualche bottiglia o vaso di vetro, v’imprimono un movimento, e senz’altro contatto lo spezzano. (Vedi Rapporto de’ Suoni).

Da queste leggi fisiche spontanee o sperimentate sembra derivata anche la tradizione d’Orfeo, che cessa per ciò d’esser favola.

[85]. È noto che Tartini attribuiva ad una di queste visioni, la famosa sua Sonata del Diavolo.

[86]. Vedi Geoffroy e Mead, Théorie des effets de la morsure de la tarentule, 1702. — Dissertazione del Dott. Baglivi sulla tarantola, pubblicata nel 1669.

[87]. Narrano le storie che Farinelli, secondando l’astuzia della regina, commosse col canto dalla vicina stanza, il malato re Filippo, e traendolo da profonda malinconia, lo indusse a radersi l’incolta barba, a presentarsi al consiglio, e riprendere gli affari dello Stato.

[88]. M. Gerbertus, Hist. de la Mus. et ses Effets. Amsterdam 1725. Wald, Magdel 1781.

[89]. Vedi ora i più recenti autori Segond, Saechi, Mantegazza, sulla Igiene dei cantori.

[90]. Note dell’Archivio Petroniano.