[91]. Idem.

[92]. Dal codice musicale italiano della Biblioteca di Parigi, detto Imperiale.

[93]. Vedi Antonio Da Prato sui Madrigali.

[94]. I Martegalli, o Mandrigalli, o Pastorali, con o senza coda cioè coi Rispetti, in quanto a poesia erano poca cosa, o se ne facea poco conto; sovente erano scritti dai medesimi musicisti, e rimanevano anonimi: non mancano però alcuni di bella semplicità e naturalezza. Si hanno collezioni di Madrigali nelle Rime di Francesco Sacchetti; nelle Poesie italiane inedite del Truchi; nelle Poesie musicali del Cappelli; alcuni più oscuri furono raccolti da Giosuè Carducci nella N. Antologia 1870.

[95]. Codice Laurenziano.

[96]. Vedi Cronache di Wagenseil.

[97]. C. Cantù, Lett. tedesca. Vol. 7, lib. 13, cap. 32 della St. Un.

[98]. Il cardinale Riario nipote a Sisto IV, dettò le parole della tragedia con cori l’Orfeo, 1475: il card. Gonzaga ne protesse il musicista Poliziano ed uno dei cantori Braccio Ugolini. Il card. Bertrando da Bibbiena, fece la commedia La Gualandra da rappresentarsi al cospetto di Leon X. Clemente IX scrisse sette melodrammi.

[99]. Il Paenulus, rappresentato per la venuta in Roma di Giuliano de Medici proclamato cittadino.

[100]. Il Ferrabosco diede altre cinque edizioni di Madrigali, Mottetti e raccolte di musica del secolo XVI.