La musica e i canti tolsero a parecchi la mente, ma a tanti la ricondussero; e ne parlano i morocomj che addottano tuttora i sistemi di cura melodica; Descouret la classifica: Incantatio malorum.

La scienza moderna ritorna necessariamente alle teorie ed alle sperienze de’ fisici e filosofi antichi, dei quali, in principio di queste carte, abbiam veduto la considerazione della doppia potenza musicale sull’animo e sui sensi dell’uomo. Ella è nella medicina delle passioni, come lo prova il prefato autore francese, che colle proprie osservazioni suggellò quanto altri aveano affermato.

Daniele Bartoli, parlando de’ Suoni e Tremori, Roma 1679, Gerbertus e Wald, nelle loro Istorie[88], Bacchius e Bachmann nelle loro dissertazioni, l’aveano ripetuto.

Zulatti Francesco in Venezia, 1787, avea scritto particolarmente Sulla forza della musica nelle passioni e nei costumi; e Randolini Lorenzo, Dell’influsso sugli animi e sulle malattie, 1821.

Lichtenthal Pietro, in Alemagna, della Influenza sopra il corpo umano, 1811. — Basevi, a Milano, sugli Effetti nell’uomo, 1838, e Ferrario Giuseppe, sull’Influenza del suono, canto e declamazione nell’uomo in istato di salute e malattia, 1841[89].

Abbiamo i vecchi scritti del conte Gaetano Navara sulle supreme Significazioni della voce.

Il bene universale di questo misterioso linguaggio, non esclude dal suo culto nessuna classe o casta sociale. La sua potenza, pari a quella dell’arti sorelle, che piegò i principi a raccogliere da terra il pennello o la sesta de’ grandi artefici, non solo avvicinò regine e monarchi in nobile amicizia e a scambievole decoro, ma trasse di più le maggiori grandezze a farsi emule del più genial degli studj.

Nelle antiche regie, come nelle moderne, non v’ha educazion principesca senza il bel serto del canto; e dove le cure impediscono, o mancano le doti indispensabili, l’udizione e la protezion de’ virtuosi suppliscono.

Negli antichi tempi vedemmo i re, i legislatori, i guerrieri mescere alle alte cure quelle poetiche del canto, o condur seco i cantori, ispirare le pugne, animare i trionfi, mitigare i lutti, rallegrare i banchetti.

Nel medio evo paladini e sacerdoti si fan trovatori, e quasi fosse mistica l’idea della liberazion d’un sepolcro, i genj si danno ivi la posta alla prima emancipazione universale.