Francesco Malipiero autore delle opere: Alberigo da Romano, Linda d’Ispahan.
[57]. Una celebre messa di requiem compose per l’Accademia di santa Cecilia in Roma, altre ne avea apprestate per le solenni esequie a Rossini, in cui tutti i grandi compositori concorsero.
Di spartiti teatrali scrisse ed eseguì a Venezia, il Ferramondo sua 1.ª opera: Mastino, pel baritono Superchi (1841); Gli Avventurieri (1842); Amleto (1847); Elisabetta di Valois; la Puta onorata, e quella in dialetto d’ultima sua invenzione. I suoi manoscritti furono per coletta acquistati a decoro del Museo Civico. Anche a Napoli scrisse Canzoni, essendo ivi allievo di Donizzetti.
[58]. Vedi Principj Anagogici dell’Autore. Cap. V. Venezia, tipi Naratovich, 1865.
[59]. Vedi Gamba, sul Veneziano dialetto.
[60]. Un di questi veneti trovatori che s’accompagnava col mandolino, e che per trent’anni fu acclamato, è disegnato da Eugenio Bosa nell’album di Ernesta Viezzoli sorella a Daniele Manin.
[61]. Felice Venosta, nel racconto Salvator Rosa.
[62]. G. A. Biaggi, Sul riordinamento de’ Conservatorj. Nella N. Antologia, Aprile 1871, Fasc. IV.
[63]. Il primo morto nel 1870 d’anni 57, il secondo nel 1871, d’anni 60. Anche un Carlo Plantada vecchio ed amabile compositor di canzonette morì a Parigi nel 1871, d’anni 84.
[64]. La Olimpia Bertrand è allieva di Ronzi Stanislao; la De Filatoff, di Luigi.