[79]. Lauro Rossi nel Messico sposava Isabella Obermayer prima donna di que’ teatri, da lui perfezionata nel canto.
[80]. «In Inghilterra sono innumerevoli le scuole e le istituzioni dirette allo scopo educativo musicale. La pubblicazione di opere didattiche vi è incessante; la fabbricazione degli strumenti è portata a un grado di sviluppo e perfezionamento straordinarj, e sulla via dell’arte vi è una moltitudine di cultori numerosa e fitta da sorpassare di molto il bisogno. I cantanti si moltiplicano a vista d’occhio, i compositori crescono a dismisura; le opere teatrali pullulano. Ma non sì tosto lasciamo i bassi fondi dell’arte, e dalla cifra, dalla nota, dal meccanismo noi saliamo sulle regioni dell’estetica, e volgiamo alla manifestazione di concetti e di sentimenti, alla esplicazione di tipi ideali, noi ci troviamo quasi nel vuoto. Nessun segno di vita, nessuna potenza.... Qui non vi fu mai un compositore insigne dal quale i giovani maestri possano prendere le mosse. O questi si appoggiano alle astruserie tedesche, o rimangono fermi in quelle composizioni slavate che si appagano d’inezie e son poste al servizio di frivoli intendimenti. La fantasia di questi maestri inglesi si trova impedita dalla forma... la loro melodia è una cantilena continua di vieta forma, di vieto effetto, che non tocca, non esilara, non commuove, non infonde nella sua esecuzione quel fluido affascinante che viene dalla ispirazione, dall’estro.»
Corrispondenze da Londra alla Scena, 23 settembre 1872, del Prof. G. M. Sersanti.
(Simili impressioni ebb’io a provare in Inghilterra).
[81]. Lo Schira, autor della Lia, ebbe l’incarico di compor la Cantata pel Festival Birmingham, 1872, da eseguirsi con 2000 voci.
[82]. L’illustre musicista Carlo Maria barone di Weber morto a Londra in età d’anni 40, il 5 giugno 1826.
[83]. Figlio di Antonio Gordigiani cantante d’opera, esordì di soli anni otto, a Monza nel 1803, in una Cantata composta dall’Asioli pel vicerè Eugenio Beauharnais. Studiò a Milano. Organizzò un istituto per l’insegnamento del canto a Ratisbona. Passò professore a Praga, dove potè vantare fra i molti allievi: i tenori, Lukes, Duban, Vecko, Bachmann; i bassi, Scitky, Vogel (questo ora maestro di canto corale allo stesso istituto); le donne Beranek, Meitl, Hlava, Gevviner, Dubsky de Wittenau (poi vedova Taux che fu direttore del Motzarteo di Salisburgo), baronessa Riese, Engst, Richter, D’Ilsenau-Röder; la Zavertal, le Stolz, la Boema, la Soukup, la Wagner (morta a Lipsia.) Compose alcune Operette, e Canti sacri, e da camera. Imitò Ricci perfin nell’abbigliamento e nel cappello a larghe falde da questi usato. Ebbe un fratello minore, Luigi Gordigiani, pure abile compositore di canti per camera, onde fu chiamato lo Schubert italiano, e che morì a Firenze nel maggio 1860.
Anche uno Smetana, compose il Dalibor, per quel teatro boemo, alla cui direzione fu preposto, e fu in Praga insegnante.
[84]. Famosa a Berlino la Cantata del Buzzola scritta per l’anniversario del Re (1843), delle nipoti del quale era maestro di canto.
[85]. Colui che scrisse a Vienna nel 1788 la famosa Tarare.