[114]. Vedi Biografia di Giovanni Pacini, dell’avvocato Filippo Cicconetti.

[115]. Soter II. (Tolomeo) 85 anni av. Cr. ordinò un coro di 600 persone.

Vedi retro a pag. 86-90 (Cairo ed Asia).

[116]. In questo primo e clamoroso avvenimento musicale in Egitto, tutto fu in mano agl’italiani artisti: dopo il maestro Verdi colmato d’oro, fu Bottesini direttore alla orchestra; Devasini maestro ai cori; Mongini tenore, la Pozzoni prima donna, la Contarini, Medini basso. Trionfo dell’arte italiana nel Cairo. Riprodotta tosto a Milano (Carnevale 1872) col maestro Faccio, Zarini dei cori, Fancelli tenore, la Stolz e Waldmann prime donne.

Dopo l’Aida di Verdi, diedesi al Cairo nella medesima stagione altra nuova opera dell’italiano maestro Pasini, Ivanhoe, coronata essa pur di successo.

[117]. Di Luigi Ricci, vedi Biografia, Trieste 1860; e Vincenzo Ermenegildo Dal Torso, Scena, Venezia 1869.

[118]. Federico Ricci, ora stanziato a Parigi, vien collocato, con Cagnoni e Pedrotti, nella triade vigente, che mantiene l’onore della vera opera buffa italiana.

Vincenzo, il terzo de’ fratelli, datosi all’arte del canto, corse, paesi molti con romantiche avventure, e da ultimo trovate fortune ed alte protezioni, forse fatali, nel Brasile, colà si ammogliò, nè altro si seppe di lui.»

[119]. Cagnoni che a 19 anni si diè la fama col Don Bucefalo.

[120]. De Ferrari autore del Pipelet, del Menestrello, e d’altri spartiti.