[104]. O. Morandini, ed E. Paoletti; Firenze 1871.
[105]. G. A. Biaggi, I Conservatorj ed i loro ordinamenti. N. Antologia, aprile 1871.
[106]. Discorso alla Accademia Olimpica, 1871.
[107]. Alla Scena 1. settembre 1870, N. 14.
[108]. Vedi specialmente a pag. 46, vol. I; 23 e seg. di questo.
[109]. Nel 1812, Rossini scrisse le prime sei Opere: L’Inganno felice, Ciro in Babilonia, La Scala di seta, Demetrio e Polibio, La Pietra del Paragone, L’Occasione fa il ladro, le quali tutte gli fruttarono franchi 1800.
[110]. L’avv. Filippo Cicconetti pubblicò a Prato nel 1859 la biografia del Bellini, di cui poi si valse il cav. Florimo ne’ suoi cenni sulla Scuola musicale di Napoli.
[111]. Vedi Backismo in Germania e Palestrinismo in Italia, di Filippo Saraceno, 1872.
[112]. D’altri valenti maestri e autori di canti di quel tempo mi vien fatto in corso d’opera di accennare: qui però non trascuro di ricordare: Francesco Gnecco autor dell’Arsace e Zamira; il Mellara, dei Gauri; il cav. Morlacchi, di Tebaldo e Isolina; Carlo Coccia, di Catterina di Guisa; Ottone Nicolai, del Templario; Antonio Ronzi tenore e autor della Luisa Strozzi; Mario Aspa speciale autor de’ Buffi napoletani, fra cui I due Forzati, il Muratore; ed Enrico Sarria, suo seguace, autor della Carmosina e del Babbeo; Andrea Galli, Ruggero Manna, Gualtiero Sanelli, Angelo Villania, Graffigna, Vincenzo Mela, Nini, Achille Peri, Vaccaj.
[113]. Revue de deux Mondes, 1848.