[144]. «Cette capricieuse divinité eut des démelés avec le grand Frédéric, dont le despotisme éclairé s’appesantissait aussi bien sur les cantatrices que sur les philosophes et les poètes. La Mara fut obligée de se sauver de Berlin comme Voltaire, et faillit être appréhendée au lit par un soldat aux gardes.» (Scudo).

[145]. Dei principali cantanti, che oltre alle celebrità specialmente accennate in questa opera, interpretarono le composizioni teatrali dei maestri dello scorso secolo, e della prima metà del presente, daremo in fine un elenco. — Cantanti dal 1750 al 1850. — Seguirà poscia un’altro elenco — Cantanti dal 1850 a questi giorni (1872), — oltre ai contemporanei che saranno nominati nel testo.

[146]. Vedi Veluti a pag. 51, Vol. I; 60 e altrove di questo, come all’Indice generale. Egli cantò ultimamente a Londra nel 1826. Si ritirò al Dolo ove morì.

[147]. Rossini del 1810 al 1813, compose meglio che dieci nuove opere in Venezia; come per quel nuovo teatro la Fenice, giunse all’apogeo scrivendo la Semiramide (1823).

[148]. Questa degna emula della Catalani, diva dell’epoca di Paisiello, fu proava del vivente maestro e scrittore Beniamino Carelli.

[149]. Questo epiteto strano dato a Pio IX anche in altra nostra opera storico-militare: I Fasti della Guardia Nazionale del Veneto negl’anni 1848-49 meritò una lunga lettera di N. Tommaseo che fu resa nota colle stampe. (Tip. Grimaldo, Venezia 1868, volumi due).

[150]. Parigi, ottobre 1849.

[151]. Gazzetta musicale di Lipsia, 21 agosto 1816.

[152]. Nata a Roma nel 1818; abbandonò le scene nel 1850; morì d’apoplessia a Neuilly ai primi maggio 1867.

[153]. I tre nobili figli della Catalani eressero di recente un magnifico monumento nel Cimitero famoso di Pisa, alla gloria ed alla virtù della lor madre. Lo scultore Costoli ideò sotto al Genio della musica, raffigurato in santa Cecilia, l’Angelo della Carità che soccorre alla Indigenza.