Chè definite omai son le due scuole, e vive ciascuna di sua esistenza: nell’antitesi spiegata non rimane altro dubbio; e le demarcate nature non lasciano luogo a processo.

Sarà permesso un confronto od un parallelo: e con quello che ci dà il maestro Oscar Gamps y Soler, chiudo sulle composizioni.

Scuola italiana. Scuola gallo-germanica.
Ispirazione Calcolo
Genio Ingegno
Melodia Armonia
Idealismo Realismo
Spontaneità Studio
Improvvisazione
Espressione Effetto
Tradizione Invocazione
Semplicità Complicazione
Chiarezza e rotondità di forma Astrusità e rumore
Ritmo preciso Ritmo incerto, vacillante, alterato e controvertito.
Modulazione corretta e naturale. Snaturalizzazione delle leggi naturali della tonalità e della modulazione.
Imitazione soggettiva, vale a dire: ancorchè non tratti di esprimere un determinato sentimento, impiega per l’imitazione oggettiva un idealismo che ingigantisce il ricordo dell’oggetto imitato e lo eleva alla stessa altezza che sa elevare i sentimenti ideali spiritualizzandolo tutto. Imitazione oggettiva: vale a dire, ancorchè non tratti d’imitare un oggetto materiale determinato, impiega per l’imitazione soggettiva con servilismo, un razionalismo che ricorda assai troppo la nuda realtà dei sentimenti, materializzandolo, umanizzandolo tutto.
Ispirazione Calcolo
Dolce fusione di voci e stromenti con predominio assoluto della parte vocale. Labirintico imbroglio della parte strumentale cui soggiacia costantemente la parte vocale.
Bel canto Melopea
Creazione che estasia l’anima. Artifizio che ci fa sorprendere e ci fa ammirare.
Calore che si sente e non si può spiegare. Grandiosità che si spiega e non si sente.
Situazioni sceniche ingrandite dalla musica. Musica ingrandita dalle situazioni sceniche.

Ma da questa antitesi perfetta potrebbe avvenire un accordo?....

Ecco come conchiude il medesimo esponente:

«Vorrete pure citarmi come trofei della scuola innovatrice gli spartiti di Marta, Faust e Hamlet?

Ebbene, io saluterò con voi e Flotow, e Gounod, e Thomas, e dirò loro: Siate i benvenuti; salve a chi porta nell’arte tanto splendore. — Son questi i riformisti? che leggi trasgredirono dell’antico codice? Non armarono forse le loro lire e non le temprarono ai toni del sentimento, dell’affetto, e non intuonarono forse un’egloga alle passioni del cuore? non sono essi melodisti?.... i pezzi culminanti e più applauditi non potrebbero ostentare sul loro frontispizio un nome italiano?....

Che se pure i lor canti hanno una strana accentuazione e gli accompagnamenti della lor melodia è originale, sovvenir deve che l’euritmia e la prosodia musicale variano naturalmente a norma delle diverse lingue, dei diversi costumi, climi, epoche....

E in quanto agli accompagnamenti, mentre non si potrebbe incolpare alla scuola italiana la trascuranza dopo il Guglielmo Tell, Rigoletto, Aroldo, Trovatore, Orazj e Curiazi, Fidanzata Corsa, Don Carlo; non s’avrebbe ragione di classificare fuori della scuola italiana un’opera che si distingua per la istrumentazione.

Se la natura è incatenata a una legge invariabile, se il nostro cuore non può elevarsi dal limite segnato, se l’anima nostra è immagine di Dio, se il bello deve relazionarsi eternamente col buono, e il male col deforme, se infine lo stolto orgoglio umano deve sempre cadere nella polvere e nell’abbiezione.... l’avvenire che volesse prefissare il calcolo all’ispirazione de’ canti — l’effetto al sentimento — il realismo all’idealismo — Wagner a Rossini — dovrebbe davvero rimanere eterno sotto la lapide dell’obblio![130]»