Sia pace adunque anche alla moderna gran patria dei perfetti Corali, solenni d’innumerevoli esattissime voci, purchè quella non voglia escludere superbamente la davidica ispirazione.
La tendenza alle armoniche speculazioni è sublime allora che segue la voce superna cagione di quelle e regolatrice.
In questo grande concetto Händel armonizzò melodiando, siccome Sphor melodiò nell’armonia.
Si ripetano adunque i sublimi canti degli antichi popoli: Noi siam del Signore, cantano a mille voci i vangelici della Germania, sopra la patetica lamentanza di chi ricorda il piagato di Nazaret[137].
Ecco il Messia, ripete un infinito coro ad una rivelazione dell’epopeja cristiana nella sacra Armonica Società di Londra[138], e in quella biblica, L’Israele in Egitto è redivivo nei grandi oratorj Händeliani.
Fino dal 1785 tali enormi concerti iniziavansi nella mondiale metropoli col concorso di 600 cantori; ma nel 1868, nell’Händel Festival del Palazzo di cristallo per l’esecuzione dell’oratorio il Messia, s’unirono in coro fin 3067 cantanti, accompagnati da 500 suonatori.
I cantori dell’universo ivi s’erano dati la posta; e 781 venuti dalle provincie d’Inghilterra, e dalla Scozia — sottoposta al Polo; altri ne manda — la divisa dal mondo ultima Irlanda. —
Di tale memorabile coro, diretto dall’italiano Costa, fu detto che «nell’assieme, l’articolazione delle parole era distinta come se uscissero da una sola capacissima bocca.» Ed aggiungo, che, tanto risuono non impedì la melodia scendesse a ricercar talvolta le arcane fibre del cuore.
Tale avvenimento nella storia del canto è degno di tutto il suo progresso, e ci ricongiunge, per così dire, col circolo indefinito di Vico, all’incompresa grandezza degli Omerici canti.
Nel giugno 1871, ricorrendo il grande triennale, rinnovossi il Festival con un coro di 4000 voci e proporzionata orchestra avanti un pubblico di 30,000 persone nel medesimo Cristal Palace raccolto. Nel tempo stesso all’Albert Hall altri 2000 cantori accompagnano le signore Titiens, Sinico e Trebelli nelle sublimi frasi Rossiniane dello Stabat Mater.