Beck non avea che un buon resto di mezzi vocali e l’aspetto, come Draxler dalla voce di legno.

La Tellheim, nell’ardua prova vide essa pure smarrir la stella — che per istanti la fortuna accorda. —

Se la marmorea effigie di Beethoven avesse potuto pronunziare sentenza, non s’avrebbe mostrata tristissima della sordità per tanti anni funesta, e sarebbe ricorsa alle memorie del 1814, quando essendo maestro della cappella viennese Umlauff, cantava il suo Fidelio colla Milder-Hauptmann l’italiano Radichi.

Anche la Francia coltiva passionatamente le sue truppe d’artisti che conservano le corali cantilene sue tradizionali e che alle comiche scene con garbo intrecciano il canto. La parigina Schneider è alla testa delle attrici-cantanti d’operette; e specialmente nella Francia meridionale formansi compagnie di cantori, che varcano i loro confini e viaggiano per far sentire cori e le canzoni di Provenza e di Linguadoca.

Le pastorali canzoni, i melanconici idilj! Ma, e gli entusiastici cori delle sue masse marziali?.... ahi, che almen per ora, spirano sulle labbra ai franchi le note di Rouget-de-l’Ile potenti per tutto un secolo a suscitare, come i morti d’Ezechiello, i figli di quella terra a migliaia, per combattere gloriosamente.

Ripigliano invece la forza di milioni di voci, e si diffondono con êco imponente per le campagne dell’Alemagna, le cantate di Körner che parevano spente coll’eroico suo inventore sul campo di Schwerin dal Genio di Corsica.

E per tutta Europa, baldi d’inaudite vittorie, i Germani cantori non si peritano più di far sentire l’Inno della spada, di Weber; la Guardia del Reno, di Wilhelm, Dio lo vuole, di Mendelssohn; i Brindisi (Trinklied), di Marschner; le Marcie, di Stiehl.

Anche i soldati d’Iberia nella riconquista delle loro libertà riprendono lena a intuonare la lor Madrilena. I Magiari rinnovano liberamente i loro cori inaugurati nel 1848 dall’artigliero immortale di Segeswar, Sandor; dall’ultimo cigno che accompagnò le titanniche prove, Alessandro Petöfi.

Perfino le brevi legioni dei nipoti di Temistocle e di Epaminonda ripetono i canti che le riscosse al sacro entusiasmo di Riga.

E l’Italia?!... Oh può anch’ella finalmente rinnovare i suoi cori nella vasta famiglia del suo esercito, nella fratellanza de’ suoi cittadini, che da barbare separazioni il numero non le vien più conteso.