Gervasoni Carlo parimenti diede un metodo alle scuole di Piacenza e di Parma, 1800-12; Venturini, a Bassano 1820; Adriano Balbi, autore della Grammatica ragionata, a Padova.
Francesco Canneti a Vicenza; Masutto Giovanni a Treviso; Baldissera Giacomo a Polcenigo, colle Composizioni ginnasiali e corali; Benelli e Vivaldo Vivaldi, diedero le Teorie elementari; e Vitangelo Nisio la Grammatica facile alle scuole primarie.
Salvatore de Castrone-Marchesi, nella scuola di canto da lui diretta al conservatorio di Colonia, sperimentò i suoi eccellenti Vocalizzi elementari progressivi per unire l’articolazione alla vocalizzazione (Milano, per Lucca, 1870) che furono ritrovati utili a ridestare quelle purtroppo obbliate leggi di saggia economia nella emissione della voce, delle molteplici sue sfumature, dell’uso dei differenti registri, della spontanea morbidezza d’esecuzione.
Vaccaj scrisse il Metodo pratico del canto italiano per camera; nell’intento di renderlo più famigliare, e ricondurlo siccome maestro di civiltà nelle modeste pareti d’onde esso canto era uscito d’infanzia.
Luigi Felice Rossi, uno di Lettura musicale e canto, a Torino, 1834.
Francesco Zingarle, altro metodo di canto elementare, a Trieste, 1869.
Platania parimenti a Palermo.
Corinno Mariotti, Norme pel canto popolare onde renderlo efficace, Torino 1870.
Beniamino Carelli, Sull’arte del canto, intitolò una parte, Cronaca del respiro; trattò l’anatomia della gola; il danno dell’accompagnamento: alcuni Consigli ai Cantanti dalla voce alterata o stanca, seguiti da analoghi esercizj, fanno completo il trattato di igiene e di estetica musicale. Napoli (1871).
All’estero, fra i distinti maestri e metodisti, Francesco Dominga Varalles de San-José, avea pubblicato per le scuole della Spagna e del Portogallo, un Compendio di Musica teorico-pratica; Porto 1806.