Ivi sua voce inverso lor conversa, D'Erebo fa tremar tutte le bande; Men suona il Nil che 'n precipizio versa Da l'alto l'onde, e i gran diluvii spande; Grida: o vil gente al Re del mondo avversa, Già ne i seggi del ciel felice e grande, Ed or qua giù sommersa, onde si scerna Chiaro il valor de la giustizia eterna;

XLVII

Ancor vi sferza empia sciocchezza? e tira A trattar arme? a ministrare ardori? Imperversate? il vostro cor desira Crescer la vita e d'Ottoman gli onori? Fremete in van; vano è lo sdegno e l'ira; Rompe fato di Dio vostri furori; Omai le dure rabbie, omai fornite, Empi, le furie e 'l gran destin sentite.

XLVIII

Fa sanguinosa e lagrimevol messe Ferro latin di vostre amiche genti; Ma quì non sia chi sovvenir l'oppresse Schiere con opra, o con pensier pur tenti; Ciascun come pugnò, come cadesse, I tuoni, l'arme del gran Dio rammenti; Sì disse: e 'n volto minaccioso e crudo Vibrò la lancia ed innalzò lo scudo.

XLIX

Veduto avresti a quel suo dir costretti I superbi inchinar l'arme fatali, E gonfiar d'ira e di veneno i petti, Ed avanzar ne gli infiniti mali. Spiega Michel poi c'ha finiti i detti Rapido il corso fiammeggiante e l'ali, E d'aurei nembi risonando intorno Fa nei campi superni almo ritorno.

L

Tal s'ama strangolare angue squammoso, L'ali superbe in ver le siepi inchina, O ver tra fossi ove egli striscia ascoso, De gl'impennati augei l'alta regina, Ma di star colà giù sdegna il riposo, Ch'a le rote del ciel torna vicina Subitamente, e gloriosa fende Le nubi avverse, e verso il sole ascende.

FINE DEL CANTO XX.