Il canto XXII. porse la st. 14. così ritoccata:

E tosto inverso lei volgendo il piede Mesto Ebram da la sua fe sospinto;

la 15; la 19. col primo verso così rifatto:

A che deggio, Ebrain, dianzi beata;

la 22 col primo verso racconcio in tal guisa:

Deh! che dich'io? se la presente sorte

la 23, la 24, la 25. La seconda metà della st. è così rifatta nella minore:

Et egli un vaso le ne dà ripieno, Che tosto de la vita i varchi chiude, Indi fuore se n'esce. Ella dolente Così parlò sovra il destin presente:

Le altre stanze del XXII. conservate nella minore, sono la 30, e la 31. Avvi qualche varietà ne' primi versi della 37, che nella minore si leggono in tal forma:

Cotanto appena il rio demon favella, Che s'involve di nebbia atra e profonda, Ma lascia l'oro avvelenato, ed ella Ponselo a bocca, e tutto il sen n'inonda.