Il canto III. nell'Amed. magg. ha st. 68: nella min. st. 61.

Argomento del Peschiulli al canto III dell'Amedeide minore.

Dassi a Rodi battaglia, e i traci arcieri Caggiono a fasci, ove combatte Enrico; Ma, lui piagato, audace opponsi ai fieri Su la rotta muraglia, il Duce antico. Fernando, gloria dei famosi Iberi, Alfange in altra parte ha per nemico; Ma temuto il rampogna, e sì l'offende, Che dispossato in sul terren lo stende.

CANTO IV.

ARGOMENTO.

Infiamma Adrasta i femminili cori Di girne a ritrovar l'aspra battaglia; E lasciati i domestici lavori Molte la van seguendo alla muraglia; I detti di Nicandra i lor furori A mitigar non han forza che vaglia: Mentre parla Erimanto alla diletta, Impiaga il braccio a lei crudel saetta.

I

Per l'armi intanto, e per l'armata gente Così per entro Rodi alto risuona, Che men rimbomba, se per l'aria ardente La gran porta del ciel fulmina, e tuona; Ed a gravi pensier volta la mente Quinci Adrasta magnanima ragiona Nel tempio, ove le donne afflitte il ciglio Facean preghiera nel mortal periglio.

II

Pria, ch'io pigli a parlar parmi vedere, Che la parola mia sembrerà strana; Ond'è giusta ragion farvi sapere, Che per lo nascimento io son Spartana. Le femmine colà di sangue altiere Non disperdono il tempo in tesser lana; Nè su trapunti coloriti e vaghi Stancansi maneggiando e sete, ed aghi.