— Servitevi di questo per le fasciature di che abbisognate. Concezione, guardate fra i rimasti abiti del povero padre mio se ve ne sia qualcuno che s’adatti a questo povero nostro ospite. —
Gli occhi inumiditi del personaggio misterioso provarono che per lo meno non gli era ignota la gratitudine.
— Ma la mia cara Maria, sappiamo noi bene a che ci esponiamo? spero che questo uomo non ci vorrà compromettere.... ma pensate a ieri sera!... —
— La mia intenzione non è al certo di compromettervi — soggiunse tosto lo sconosciuto — però se avete delle paure su ciò.... questa buona giovinetta, sotto il cui tetto mi ha portato un caso ch’io non prevedeva giammai, m’intenerisce troppo.... torno a gettarmi fra le mani de’ miei persecutori.
— No, no, buon uomo! — esclamò la Maria — non fate un simile torto alla nostra ospitalità. Questa benedetta Concezione mi ama tanto che alle volte.....
— Vi amo certo e questo amor mio mi scolpisce meglio nella memoria e la figura di quest’uomo e le parole profferite dalla zingara.
— Concezione, non bado ad un’astrologa di piazza io. La mia consigliera vedila là! — e accennava col dito l’immagine della Vergine — quella là innanzi alla quale rinovavi i fiori poc’anzi. Oh! mi son volta a lei prima di risolvermi; l’ho guardata; mi è sembrato fin vederle mover gli occhi, mi è sembrato udire dalle sue labbra divine queste parole: Quando vedi un infelice non cercare perchè lo sia ma soccorrilo! La chiamano madre degli sfortunati per questo. —
La Concezione, in cui taceva ogni riguardo di umana cautela quando vedea la figlia sua volere una cosa, e in parte ancora persuasa da quei detti profferiti dal labbro d’un angelo, andò in cerca delle cose che la Maria le accennò.
Nell’intervallo in cui ella rimase sola con l’uom misterioso, questi, guardandola con volto sempre più commosso, le disse:
— Oh! voi arrivereste a riconciliarmi con gli uomini.