| [403] | Veramente l'autenticità loro è posta in dubbio dallo Zeller
(680), perchè sulla fede di Eunapio (21) si afferma che Giamblico
morisse vivente ancora Costantino, e, quindi, prima che
Giuliano potesse conoscerlo. Ma Eunapio è uno storico tanto infelice
e confuso che siamo autorizzati a dubitare dell'esattezza
delle sue notizie. E, d'altra parte, non si comprende quale interesse
potesse trovare un falsario ad inventare delle lettere di
Giuliano a Giamblico, una volta avvenuta la catastrofe di Giuliano
e cancellata ogni traccia del suo tentativo. D'altronde,
quelle lettere, di cui or vedremo qualche saggio, portano così
chiara l'impronta dello stile di Giuliano che a noi pare non si
possa negarne l'autenticità. Forse non erano dirette a Giamblico,
ma a qualche altro dei capi del movimento neoplatonico,
a Massimo od a Crisanzio. Ma, non portando intestazione,
un copista, di molto posteriore all'epoca, ingannato dall'iperbole
delle lodi, vi metteva, di sua iniziativa, l'indirizzo al maestro
sommo della scuola a cui Giuliano si vantava d'appartenere, alterando
qua e là il testo, ed inserendo notizie, sopratutto nella
lettera 40ª, che non rispondono ai fatti della vita di Giuliano.
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