| [3] | Dissi finora, perchè un libro di Paul Allard: Julien l'Apostat,
1899, di cui è uscito un primo volume, pare voglia colmare
la lacuna. Ma la grande difficoltà che si incontra nel parlar di
Giuliano è quella di serbarsi assolutamente imparziale. Se lo storico
è un credente appassionato, non può non guardare con una
preconcetta antipatia, più o meno celata, quest'audace ribelle,
prostrato dalla maledizione della Chiesa; se lo storico è un libero
pensatore, è trascinato a nascondere a sè stesso i gravi difetti e
gli errori del suo eroe. E non mi pare che l'Allard, per quanto
critico dotto e sereno, sia affatto esente da quel pregiudizio di
antipatia che a lui viene dal punto di vista ortodosso da cui
guarda e scrive.
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