Beccume. Propriamente quel puzzo che mena la carne macellata del montone o becco ( Pag. 70, lin. 1 ). Togli carne di castrone, del petto: taglia minuto, e fà bullire forte; e quando sirà bullita, acciò che non sappia di beccume, leva via l'acqua ec.

Manca al Vocabolario. Io porto opinione, che questo vocabolo potrebbesi usare eziandio in genere, favellando di quel puzzo di carnume che ha la beccheria stessa, e che porta con seco pur anche il beccaio.

Brocca. Canna, o verga divisa in cima in più parti e allargata ( Pag. 50, lin. 5 ). Involgi il detto pavone in una rete di porco, e fermalo con brocche di legno.

In simile signif. non si registra che con un solo esempio del Lippi.

Bruciare, o, come il nostro testo, Brusciare. Abbrustiare ( Pag. 30, lin. 9 ). Taglia la gola al paparo o oca; pelalo bene e bruscia.

In questo significato, che propriamente vale quel mettere alquanto alla fiamma che si fa gli uccelli pelati, per tor via quella peluria che rimane loro dopo levate le penne, manca al Vocabolario.

Bufalino. Di Bufalo o Bufala ( Pag. 83, lin. 3 ). Togli cascio di bria, che è grasso, o bufalino, o altro, ch'è tenero et grasso.

Manca questa voce al Vocabolario.

Calvellino. Aggiunta d'una specie di grano gentile, senza ariste, detto anche Calvello ( Pag. 70, lin. 11 ). Togli frumento buono calvellino o altro buono, mondo, e pesta nel mortaio.

Il Vocabolario registra Calvello, con esempi del secolo XV, ma non Calvellino.